venerdì 20 agosto 2010

Ricerca tramite PubMed (Assignment numero 6) : " Che ruolo può avere la scuola sullo sviluppo della Miopia? "

Dopo aver letto l'Assignment numero 6 sulle risorse bibliografiche e aver riflettuto un pò su quale argomento cercare su PubMed ho deciso che il tema che avrei scelto per la mia ricerca non poteva che riguardare la miopia.
Descritto così può sembrare insignificante o poco interessante come oggetto, ma per una persona che come me, ne soffre
da quando aveva 10 anni e che è arrivata a perdere fino 5 decime ( su 10), è fin troppo 'affascinante'.
Così dopo aver inserito la parola short-sightedness mi sono trovata davanti tantissimi siti che trattavano ciò e lo facevano assolutamente in INGLESE.
Non essendo mai stata bravissima in questa materia e soprattutto avendo fatto solo francese alle superiori ho trovato qualche ( fondamentale) difficoltà a cercare tra i vari siti qualcosa che mi colpisse e a codificare gli scritti. :)
Alla fine comunque sono riuscita nell'intento e ho scelto un testo che tratta un tema molto particolare secondo me e che può interessare molto chi è stato o chi è ancora studente.
Nell'articolo si trova ,infatti, una discussione( non molto lunga- circa 3 pagine) su che influenza possa avere la scuola sulla vista dei ragazzi.
Ci si chiede se essa possa accentuare, aggravare o in qualche modo modificare l'insorgere di questa patologia in una persona (che di solito poi è un bambino/a).
Vi sono due interlocutori di opposte correnti di pensiero che , descrivendo le loro teorie, fanno riflettere su questo.
Uno asserisce che non è stato comprovato affatto che la scuola possa avere un ruolo in ciò e che ciò è sempre legato a fattori genetici , mentre l'altro dice il contrario affermando che il far passare tanto tempo ad una classe di ragazzi in una stanza chiusa e spesso illuminata solo con luce artificiale, in poco spazio per muoversi, con poco tempo per stare in spazi aperti( 10 minuti su 6 ore in media ) e dovendo continuamente leggere, scrivere o fare lavori in cui il raggio visivo è sempre limitato a spazi brevi avrebbe veramente conseguenze negative sulla vista .
Certo è vero che molti hanno fatto esperienze scolastiche, arrivando anche alla laurea, senza aver perso neanche un decimo , ma sembrerebbe che ciò abbia davvero influenza su coloro che sono geneticamente predisposti e che quindi dovrebbero avere comportamenti ancora più corretti per preservarsi e tentare di non aggravare quello che è già il loro 'destino'.
Probabilmente ,infatti, se essi potessero stare meno dietro ai banchi o seduti in stanze male illuminate e potessero permettersi di frequentare più spesso luoghi all'aria aperta (poichè non solo la luce solare, ma anche l'aria fresca aiuterebbe l'occhio a stare bene) magari a fare attività pratiche e non esclusivamente di lettura e scrittura o simili potrebbero davvero evitare di aggravarsi in modo sconsiderato la salute oculare.
Io non so se queste siano solo congetture o verità , ma, se ripenso alla mia esperienza e a quante volte dopo giorni e giorni passati prima dietro i banchi e poi a casa a studiare mi sentivo la vista affaticata, gli occhi secchi e se rifletto sulla velocità con cui ho perso decimi in questi anni( in concomitanza spesso della fine dell'anno scolastico) ritengo che qualcosa di vero ci possa essere in tutto ciò.
Certo non posso negare che anche abitudini personali, come guardare tanta tv o stare molte ore al pc, possano fare avanzare in modo definitivo problemi alla vista come sono certa che non si possa non tenere conto delle predisposizioni genetiche.
Dopo aver detto tutto questo posso davvero credere di aver scelto un argomento veramente interessante su cui fare la mia ricerca (che modestia eh) .

Nessun commento:

Posta un commento